Sacerdote refrattario, martire della Rivoluzione
Nasce il 16 marzo 1745 a Désertin (Giura) da una famiglia molto cristiana.
Entra nel seminario maggiore di Lione, dove viene ordinato sacerdote nel 1768 e diventa professore di teologia dogmatica.
Il vescovo di Saint Claude lo nomina curato di Arbent (Ain), incarico che mantiene fino al 1773.
In seguito raggiunse lo zio Pierre Mermet, parroco di Saint-Férréol, nella diocesi di Le Puy-en-Velay, come curato, e gli succedette alla morte di quest'ultimo, il 6 novembre 1774.
Dedicatosi completamente ai suoi parrocchiani, rifiutò di prestare il giuramento previsto dalla Costituzione civile del clero e fuggì a Ferrara, in Italia, dove si unì a più di 300 sacerdoti esiliati che venivano ospitati a spese del cardinale Mattei.
Tornò a Saint-Férréol alla fine del 1796 o all'inizio del 1797, ma non dichiarò il suo ritorno alle autorità, ritenendolo inutile, e questo fu la causa della sua morte.
Di fronte a una nuova persecuzione, fu costretto a rimanere nascosto fino al 20 agosto 1798, quando fu scoperto, brutalmente arrestato e processato a Saint-Didier.
Imprigionato a Le Puy per 23 giorni, fu condannato a morte il 14 settembre 1798 come sacerdote refrattario, accusato di demigrazione e fucilato il 15 settembre 1798 a Le Puy-en-Velay, nell'Alta Loira.
Bibliografia: Arsac (Abbé G.) Vie de labbé Jean Mermet, prefazione di Mons. Marpot, évêque de Saint-Claude, Le-Puy-en-Velay, 1894Ristampato in Villard-Saint-Sauveur, Poligny, 1992 da André POUILLARD - Canonico titolare di Saint Claude p.409-433
